persadentromestessa

Anonymous asked:

Che schifo questa Italia

tieniduropiccolasoldatessa answered:

PORCODIO MI AVETE ROTTO IL CAZZO. quando perdiamo tutti a dire ‘che schifo di Italia, che vergogna che siamo’ ecc, vi fa comodo quando vinciamo invece adorarla come non ci fosse un domani.
questa partita è stata una ladrata colossale, ci volevano fuori, certo, non abbiamo giocato alla grande, ma come si fa se ti propinano un arbitro chiaramente di parte che espelle Marchisio invece di dargli un cartellino giallo e passa sopra al MORSO che Suarez ha dato a Chiellini?
NON È L’ITALIA A FARE SCHIFO REGAZ, È QUESTO CALCIO, QUESTO CALCIO, PUNTO.

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Il punto è che quando hai quindici, sedici, diciassette anni, puoi fare tutto. Puoi permetterti di sbagliare. Il fatto è che è bellissimo e non ce ne rendiamo conto. È l’età delle sigarette nascoste ai genitori, delle peggio feste, nei peggio locali, con la peggio musica. È l’età del saltare scuola e falsificare la giustifica. I maglioni troppo larghi, i thè sotto le coperte la domenica pomeriggio con le amiche. Le passeggiate avanti e indietro per le stesse vie. I concerti. I diari segreti. Le cicatrici sulle braccia. Le scritte nei bagni di scuola. I concerti. Le canne. È l’età degli errori, l’età che non torna, l’età di qualsiasi cosa fai puoi ancora rimediare. È l’età dei pianti per cose che non sono niente e sembrano tutto, l’età dei primi amori, i primi baci, il dolore di quando finisce, i “per sempre” che non lo saranno mai. Il fatto è che è stupendo e non ce ne rendiamo conto, ci mettiamo in gabbia per paura della vita, senza renderci conto che la vita vera è proprio ora, quella che non tornerà indietro, quella che a trent’anni vorremo poter rivivere. Il fatto è che siamo una generazione dannata, bruciata, andata, spirata. La generazione di facebook, di twitter e tumblr. Degli stamp delle conversazioni, dei messaggi troppo lunghi, dei troppi libri, dilatatori e tatuaggi fatti senza pensare. Degli acchiappasogni. Dei “voglio vivere a Londra”, “voglio vivere a New York”. Delle poesie sui banchi di scuola, delle lucine di natale attacate al muro della stanza. I film visti mille volte. Le amicizie a distanza. Le stazioni. I treni. Le insicurezze. Smettere di mangiare e ricominciare due giorni dopo. Ed è bellissimo, solo che non ce ne rendiamo conto. Solo che io non me ne rendo conto. È ora di cominciare a respirare, gridare e vivere. Vivere fino a consumarsi la pelle e le ossa. Vivere fino a consumarci l’anima.